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Complimenti. Nel tempo perso qui avresti potuto fare un casino di cose, come ad esempio:

mercoledì, 07 maggio 2008

44. Fotoromanzo

Carissimi amicici spliderosi e splinderianti, eccomi nuovamente tra voi per colpirvi con un'altra delle mie solite sparate. E siccome a me di fare post normali non va proprio, la sparata numerata come la somma dei gatti che stavano in fila per sei col resto di due è nientepopodimeno che... un fotoromanzo a bivi (e parzialmente multimediale per giunta...). Una fiaba moderna, insomma, per grandi e piccini (beh, forse per i piccini non esattamente). E, come tutte le fiabe, ha bisogno di una sigla adeguata, che ripescheremo cliccando sul vecchio mangiadischi rosso sepolto in cantina.

 

Clicca sull'icona per iniziare. Buona lettura.

NB: il logo del Fotoro-manzo è proprietà intellettuale di quel grand'intellettuale di Emix. Ciao, Emix!!

postato da: Puffomynkja alle ore 07/05/2008 04:12 | link | commenti (20)
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domenica, 24 febbraio 2008

43. Il mio gattungo fluorescente

Tutti sanno quanto il Puffomynkja ami gli animali, specialmente i gatti, ammassi morbidosi di pelo che si trastullano tra divani caldi&coccolosi, slinguazzate del proprio stesso pube e caccia agli oggetti più rumorosi e/o rimbalzosi della casa. Non c'è nulla che dia più soddisfazione, la sera, di guardare Bruno Vespa o una televendita in tv, seduto comodamente sulla propria poltrona, ad accarezzare teneramente un felino antistress.

Gatta Cikova (vedi post n.37)

Eppure, queste simpatiche creaturine in qualche modo hanno qualcosa che non va: finiscono subito!! Quando accarezzi un gatto, questo finisce subito, è troppo piccolo! Non c'è piacere!! Bah...

Ecco, a questo punto ho pensato di provare con un micio un pò più corposo...


....ma non mi dava le stesse soddisfazioni. E poi sudava e quando saltava da una sedia all'altra precipitava  miseramente.

La soluzione mi è stata invece fornita dalla scienza!! E' stato creato in laboratorio un gatto lungo oltre un metro e venti, dal peso di circa 15 kg ed in grado di vivere fino a 25 anni. Perfetto, risolti tutti i miei problemi. E' nato il gatto lungo, o GATTUNGO, come lo chiamo io.


Solo che... non lo so... finchè sta bestiola si ostina a zompettare a quattro zampe, chi si accorgerà mai che è bel marcantonio alto alto?? Non trovate?! E così , folgorato da un lampo di genio, son riuscito ad addestrarlo. Grazie al mio pratico girello, il mio gattungo ha imparato a deambulare su due zampe.

Perfetto. Dire che non è più un animale domestico: è un coinquilino, adesso. Tutto è giusto e perfetto, ma a questo punto, animato dalla volontà di rendere più che perfetto ciò che è già meraviglioso, ho pensato bene di aggiungere la ciliegina alla torta: renderlo fluorescente. 

Oggi la scienza può farlo, impiantando nel loro DNA qualche cacchio di molecola puzzolente che li rende luminosi di notte, risparmiando in quelle fastidiosissime lampade alogene e risolvendo una volta per tutte il problema di doverli cercare per casa o nel solaio quando hai bisogno di loro.

Oh, ora ci siamo. Ora Gattungo è davvero completo. Certo, immagino che sia intuibile a tutti che per poter emettere quella simpatica e riposante luce fluorescente (la sera quando leggo sta sul mio comodino)Gattungo passi la giornata in balcone ad abbronzarsi al sole. D'estate pretende pure d'essere portato al mare, pensa te. E mi chiede una sdraio tutta sua. E  beve solo Martini con ghiaccio. E non avete idea di quanto io spenda in protezioni solari. Quel micio mi farà impazzire...

 

SONDAGGIO
(da oggi sempre presente nel template, sotto il titolo in alto)
Cosa ne pensi del Gattungo del Puffomynkja?! Clikka qui per partecipare al sondaggio.

postato da: Puffomynkja alle ore 24/02/2008 14:04 | link | commenti (35)
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venerdì, 25 gennaio 2008

42. Il carattere maiuscolo dei numeri

Miei cari amici bloggers, scusate tanto per la mia imperdonabile assenza, ma le cose da fare sono state tante e impegnative. Quindi faccio ammenda e vi supplico il perdono. Giuro che non lo farò più. E dopo questa linea nera comincerò subito col tema del giorno.

Fottetevi tutti, maledetti!! Qui si posta quando pare a me, ecco. Andate tutti al diavolo!

Allora, volevo porre l'attenzione su un fatto a mio avviso meritevole di un pò d'attenzione da parte di tutti. Ehi, tu! Si, dico a te, tu all'ultima fila! Non ti distrarre e ascolta per bene!
L'alfabeto latino è fatto di 26 caratteri, comprendendo anche quelli di derivazione anglosassone. Tali caratteri possono essere rappresentati maiuscoli o minuscoli, indistintamente. Ad ogni carattere minuscolo (piccolo, informale, indifeso, timido e timoroso) spetta un fratello maggiore, un carattere speculare maiuscolo (forte, elegante, imponente, vigoroso e cazzuto).

E ai numeri?? Nessuno ha mai pensato ai numeri??? Perchè i numeri devono essere solo minuscoli??

Ecco, è qui che -puntuale e provvidenziale- intervengo io. E ho creato i numeri maiuscoli. Se ne sentiva il bisogno, dite la verità.
Come rendere maiscoli i numeri arabi che noi tutti conosciamo da secoli? Bene, l'idea è semplicemente di renderli eleganti. Charme, fascino, ELEGANZA. Questa è la chiave.

E quindi partirei dal principe dei numeri, ossia il numero uno. Per lui avrei pensato ad una bella cravatta regimental al posto di quel vetusto e (diciamocelo) ormai superato gambo alto, oggi così fuori moda.

 

Per i numeri quattro e sette mi è invece sembrato più appropriato il papillon. Ecco come potrebbero andare finemente andare in giro al prossimo party dei numeri. Mondanità e buongusto, saranno sulla bocca di tutti.

 

E adesso è il turno dei numeri tondi. Parlo ovviamente del sei,dell'otto, del nove e dell'immancabile zero. Per costoro la soluzione più appropriata è stata quella di riempire il vuoto che avevano dentro. E l'ho fatto con della stoffa di tartan. 

 

Poi ci sono i numeri due e cinque. Questi sono sempre stati numeri abbastanza distinti, inglesi, direi. E allora direi di bardarli con dei cappelli di classe, ed il loro maiuscolo sarà fatto.

 

Ebbene, la mia missione sembra quasi conclusa. Rimane però solo il numero tre, che tanto perfetto a mio avviso non è. Comunque lo si guardi rimanda a chiari segnali ambigui di carattere sessuale. Può sembrare una coppia di natiche ad un occhio inesperto. In realtà dietro questo numero si cela un'insidia proveniente dal demoniaco mondo femminile. Ebbene, il tre è la rappresentazione figurata e stilizzata di un florido seno. Per questo motivo, per quest'ultimo numero ho chiesto consulenza a Ratzinger, ed ecco cosa è venuto fuori.

postato da: Puffomynkja alle ore 25/01/2008 01:09 | link | commenti (29)
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mercoledì, 21 novembre 2007

41. Triste annuncio

Carissimi bloggers,

è con estremo cordoglio che annunciamo che purtroppo il post numero 41, tanto atteso e così tanto invocato non potrà essere pubblicato perchè il nostro amato Puffomynkja ci ha lasciato questa notte. Ne danno il triste annuncio GrandePuffo e Puffetta, e la valle dei Puffi tutta.

"Morte per suspance", questo il responso del medico legale che ha accertato il passaggio a miglior vita del nostro compagno splinderiano, ed è poi andato via dal "fungomynkja", l'abitazione del Puffo, tra le lacrime di parenti e amici. Il nostro amato blogger se ne sarebbe andato improvvisamente proprio durante la compilazione del post numero 41, quello che, a detta sua, sarebbe stato il post più bello della storia di Splinder e avrebbe rivoluzionato una volta per tutte il modo di fare blog. La morte l'ha colto senza preavviso alcuno proprio durante queste fasi concitate di elaborazione creativa a causa dell'eccesso di suspance che s'era creata per via dell'attesa del nuovo e tanto chiacchierato post.

Addio, piccolo eroe blu di Splinder, ci mancherai. Ci mancheranno tutte le tue puff-mynkjate, i tuoi commenti inutili e spammeggianti, la tua presenza insolente, i tuoi giochetti snervanti. Sei stato una rottura di palle colossale, e ti ricorderemo per sempre come tale.

 

TESTAMENTO

Trafugando tra le sue cose personali, siamo venuti a conoscenza del suo testamento, dal quale si evince che i suoi averi verranno lasciati ai blogger che, a discrezione del notaio, verranno considerati più idonei. Ecco, dunque i suoi voleri:

"...lascio il mio cricetino Johhny Walker al blogger che se ne prenderà cura, prima che i gatti del vicinato approfittino della mia assenza..."

 

 

"...lascio in eredità alla ragazza blogger più indifesa il mio bodyguard nero da caccia a batterie, che ad interim mi ha fatto anche da commercialista (è un fine contabile, sìssì)..."

 

 

"... lascio la mia collezione di giornaletti porno ai blogger poveri che non se lo possono permettere. Dateci sotto, ragazzi, e olio di gomito..."

 

 

"...lascio la mia nuovissima tastiera wireless, con tecnologia avanzata e dalla linea un pò retrò al primo blogger che dimostrerà di aver già fatto l'antitetanica..."

"...lascio infine al primo blogger munito di pane tostato quest'ottima fetta di mortadella  -cruch, crunch! gnam, gnam!- aehm, dicevo, questa fetta di mortadella scaduta sette anni fa, ma dal sapore irresistibile, che mi sta accompagnando durante la scrittura del post n°41 -cruch, crunch! gnam, gnam!- colmando questo senso di suspence (e questo strano mal di pancia..) che nel frattempo aumentano..."

postato da: Puffomynkja alle ore 21/11/2007 01:39 | link | commenti (87)
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sabato, 20 ottobre 2007

40. Metodo di pittura cubista

Questo metodo è pensato per te, amico blogger incompetente della storia dell'arte moderna. E' pensato apposta per te.

 

Credi che il Bauhaus sia una forma di architettura per le cucce del tuo cane??

 

Pensi che il Dadaismo sia una nuova linea di cessi lanciata dalle gemelle Kessler?!?
citazione necessaria (TM)

 

Sei convinto che Picasso fosse sì un cubista, ma di una discoteca sulla riviera romagnola (magari chiamata Kandinskij)??!

 

Perfetto, se è così in campo artistico sei ignorante come una capra delle Ande. E questo mi piace. Perchè da adesso sarò io a forgiare la tua inerme mente con il mio speciale veleno, appositamente confezionato per te. Eccoti, finalmente, un attrezzo meraviglioso per fare di te, beone del pennello, un grande, grandissimo artista. E dal momento che il cubismo (quello vero) è lo stile più semplice da taroccare, grazie al mio prezioso dono diverrai il Picasso del 21esimo secolo. 

Buon attacco d'arte!!

 - - - > Click here to become a new Picasso! < - - -

postato da: Puffomynkja alle ore 20/10/2007 16:46 | link | commenti (63)
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domenica, 23 settembre 2007

39. Teoria dell'Accartocciamento Ristretto dell'Universo

Dalla sua nascita, dopo il Big Bang, l'universo s'è espanso fino a diventare quello che oggi conosciamo: un cumulo di robaccia in continua agitazione, luminosa e che ogni tanto collide con se stessa per il puro gusto di procurare cagnara galattica e spezzare la noia interstellare.

Ora, fino a non molto tempo fa sembrava completamente chiusa la diatriba circa il futuro dell'universo, ossia: l'universo è in continua espansione oppure collasserà su se stesso? Ebbene, dicevo, l'annoso dubbio sembrava completamente risolto in favore della prima ipotesi, corroborata da prove di scienziati di fama mondiale, come la radiazione cosmica di fondo, l'effetto red-shift, la legge di Hubble ed il fatto che ogni giorno che passa il cammino verso il bagno di casa mia mi pare un viaggio dannatamente lungo -manco fossi Ulisse!-, e la cosa mi costringerà un bel dì a procurarmi un pappagallo ospedaliero. Ma questo è un altro discorso, non divaghiamo.
Uno degli scienziati più quotati ed esperti in questo campo,come tutti sappiamo (o dovremmo sapere, ameno di essere delle capre ignoranti) è Stephen Hawing.

A questo punto, la svolta. Ero un bel dì insieme al mio amico Stephen Hawking (...che saluto! Ciao Steve, ci vediamo venerdì sera per il poker) a lodare le tette di quella gran gnocca della sua collega Margherita, quando ad un certo punto volli mostrargli una foto che avevo scattato col mio telescopio spaziale al nostro pianeta:

Potrete capire lo stupore di Steve. Io avevo già una teoria in mente, ma volli prima procedere con metodo deduttivo ad elencare delle mie semplici osservazioni su fenomeni fin'ora in effetti inspiegabili:

- l'esistenza dei terremoti (la dinamica è chiara, ma il perchè la Terra debba agitarsi in quel modo nessun geologo saprà dirvelo);
- nel mondo si passa in maniera del tutto naturale dal pulito alla zozzeria; nel mondo regna lo sporco;
- gli aerei volano inspiegabilmente a quote molto alte, percorrendo spazi maggiori rispetto a quelli che percorrerebbero se volassero bassi, dove il raggio di curvatura è minore;
- anche se ti ritrovi in una grossa città, rischi sempre di incontrare qualcuno che conosci, e in genere l'incontro è farcito di espressioni tipo: "...quant'è piccolo il mondo!"

NO! Non è il mondo che è piccolo! E' il mondo che si accartoccia, dandoci l'impressione che gli spazi siano più corti, più brevi!!

Da quel momento abbiamo cominciato ad elaborare la nostra teoria. Il mondo s'accartoccia, e lo fa inesorabilmente. Ma cos'è che provoca la morte dell'universo per accartocciamento? Cos'è che ci condurrà alla fine del mondo, possibilmente dentro un cestino per cartaccia come quello degli uffici? Per capirlo insieme, rileggiamo cosa insegna il film-documentario Ritorno al Futuro:

Doc: Ci troveremo in un paradosso!
Martin: Paradosso? Intendi una di quelle cose che distruggono l'universo?
Doc: Precisamente.
 

Il paradosso, questo sconosciuto. Il paradosso, figlio dell' umana natura, prodotto della maniera che conosce l'uomo di distruggere tutto ciò che è bello. Era prevedibile, siamo noi umani, con il nostro esistere, a far accartocciare il mondo.

Ecco alcuni esempi delle  innumerevoli contraddizioni e paradossi che viviamo quotidianamente e che ci condurranno verso la fine dell'universo:

Esempio di contaddizione logica, in forma di dialogo.
A: Posso farti una domanda?
B: No.
...eppure, sebbene B non voglia fatta la domanda, A gliel'ha fatta. Il mondo si accartoccia.

Esempio di paradosso matematico/geometrico.
I solidi sono fatti di figure. Le figure sono fatte di segmenti. I segmenti sono fatti di punti. I punti sono immateriali, quindi il mondo non dovrebbe esistere nè avere dimensione. Eppure il mondo esiste. Ergo, il mondo si accartoccia.

L'esistenza dell'uomo, di ogni singolo uomo, è determinante. Ognuno di noi contribuisce come può ad aumentare l'entropia dell'universo e a condurci verso il baratro, anche con piccoli gesti quotidiani, apparentemente insignificanti e sempre apparentemente non contraddittori. Vuoi calcolare quale sia il tuo contributo? Da oggi puoi! Con il nuovissimo Entropi-o-Matic (TM) by Puffomynkja.

postato da: Puffomynkja alle ore 23/09/2007 19:42 | link | commenti (66)
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domenica, 12 agosto 2007

38. Anche le formiche, nel loro piccolo, ciarlano

Ah, le formichine! Quei simpatici e piccoli insettini che tanta compagnia ci fanno nelle nostre giornate estive e primaverili! Al mare, in montagna, al lago... ovunque ci seguono perchè muoiono dalla voglia di stare con noi!

Di formiche, comunque, ne esistono, di tutti i tipi: c'è la formica fusca (quella, cioè, nera dei prati), la formica rufa (quella rossiccia), e poi c'è la formica rizza-culo, la formica magna-picnic, la formica sbarazzatavolo-post-pranzo... Qualunque sia la loro razza, una cosa hanno sicuramente tutte in comune: sono allegre come pochi animaletti al mondo!! YeeEEEeEeaAaAAAaaAhHH!!!!

Una delle cose che si nota subito delle formiche, e che esse vanno sempre in branco e si muovono rigorosamente e ordinatamente in fila indiana. Sempre.

Beh, insomma... fin qui tutte cose che potevate comodamente apprendere anche da Wikipedia. Eppure c'è una cosa che Wikipedia non vi dice: quel qualcosa ve lo dirà, come sempre, il vostro provvidenziale Puffomynkja.

OSSERVAZIONE
Ebbene, osservando due formiche muoversi sulla stessa direzione ma in versi opposti, si noterà che esse, quando si incrociano, non si ignorano... bensì si fermeranno qualche secondo, si scambieranno qualche battuta, e poi preseguiranno ciascuna sulla propria strada. E' evidente che si tratta di un botta e risposta, una rapida conversazione amichevole: l'una chiede qualcosa, l'altra risponde. Ed entrambe andranno via soddisfatte, fino ad incontrare la prossima formichina. Ora, la mia domanda è: COSA CAZZO AVRANNO DA DIRSI DUE FORMICHE??! 

E' una domanda atavica che l'uomo si pone da tempo immemorabile, in effetti. Ma oggi, con l'ausilio della tecnologia del mondo moderno, ho cercato di darvi risposta. Ed è per questo che ho creato per voi il mio pratico SIMULATORE DI CIANCIO FORMICHESCO. Buon divertimento!

postato da: Puffomynkja alle ore 12/08/2007 17:21 | link | commenti (43)
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mercoledì, 18 luglio 2007

37. No Ponte

Ponte si, Ponte no. L'opinione pubblica è divisa in due circa la possibilità di realizzare un ponte sullo stretto di Messina. Eppure, il progetto attuale prevede costi di realizzazione, di gestione e mantenimento esorbitanti. Allora ci domandiamo: cosa fare?? Basterà anche questa volta fare come al solito, e cioè girare furtivamente intorno al denaro pubblico, ficcarcelo nelle tasche mentre sono tutti distratti e poi fingere con delle facce da paraculi che non se ne sia mai fatto nulla??

Ovviamente la questione "ponte" rimane aperta, ed è proprio qui che interviene il vostro simpatico amico Puffomynkja. Indossate le vesti improbabili di ingegnere, vi illustrerò la mia idea per risolvere l'annoso problema, con l'aiuto della mia preziosa assistente dell'est: Gatta Cikova.

Cominciamo col dire che la mia soluzione non prevede l'uso di ponte. E' possibile andare dalla Sicilia alla Calabria (appena appena 3,2 km) e poi ritorno in altro modo. Tutto comincia conuna groooooossissima fionda piazzata  a Scilla (rispettivamente il tutto sarà replicabile per Cariddi, e viceversa). Si tratta di una fionda piantata a terra e montante una speciale banda elastica ACME, capace di imprimere all'automobile da trasportare una velocità iniziale di 800 km/h.

Bene, a questo punto l'auto sarà improvvisamente lanciata verso un cuneo montato  due metri più avanti, avente il profilo indicato nella figura sottostante. Si tratta di un deflettore, che inclina la traiettoria di 60° (scelta ottimale, a nostro avviso, mio e di Gatta Cikova, che ha scelto l'ampiezza dell'angolo alfa solo in piena crisi mistica, dopo aver scolato l'ennesma Vodka ai croccantini). In questo modo il vettore velocità iniziale Vo viene separato in un componente orizzontale ed in uno verticale che costituisce la portanza.

L'auto lanciata così seguirà il moto di un proiettile, giungendo dall'altro lato dello stretto.

Dai miei conti estenuanti e faticosi si possono tirare fuori i seguenti risultati, tanto precisi da convincervi a ficcare le vostre calcolatrici di nuovo nel Dixan:

- quota massima raggiunta dalla vostra auto: 630 metri d'altezza (wow, meglio che a Gardaland!)
- tempo impiegato per il volo: 10 secondi.
- numero di rutti consecutivi nell'arco di tutto il volo con una sola lattina di coca cola all'attivo: 16 (è il mio personalissimo record, vediamo se riuscite a batterlo...)
- numero di piccioni e altri volatili catturati inavvertitamente a causa dei finestrini lasciati incautamente aperti: da 8 a 20.

Eccovi uno scorcio degli appunti miei e di Gatta Cikova che possa testimoniare che quanto detto è frutto di duro lavoro d'alta ingegneria, e non fandonie qualsiasi ciarlate per colmare le pagine di questo blog:

Uno dei problemi più difficoltosi affrontati è sicuramente stato quello di ridurre al minimo l'attrito atmosferico. Per far ciò,  io e Gatta Cikova abbiamo messo a punto una speciale pellicola oleosa con cui ricoprire la vettura da spedire, prima di ogni lancio. Trattasi di una sostanza naturale a base di sudore di Fastidiosetta, prelevato direttamente dalle sue ascelle. Ovviamente utilizziamo solo dosi diluite infinite volte, quasi al limite dell'omeopatia... non possiamo certo rischiare di ossidare e forare le carrozzerie delle auto dei nostri passeggeri.

Ma sicuramente la questione più delicata è l'atterraggio. E' evidente che l'atteraggio deve necessariamente essere morbido, deve attutire il colpo, presentare il massimo confort per i passeggeri, e se possibile deve pure essere divertente. Ed è per questo che faremo atterrare tutti sulle pallette colorate. E a quel punto, solo a quel punto, scatterà pure la canzone di benvenuto!

postato da: Puffomynkja alle ore 18/07/2007 01:56 | link | commenti (61)
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venerdì, 22 giugno 2007

36. La Rivoluzione Francese

La Storia Siamo Noi

Cari amici ascoltatori, benvenuti a questa nuova puntata di "La Storia Siamo Noi". Quest'oggi vi proporremo un argomento che ha cambiato il volto dell'umanità intera: La Rivoluzione Francese.

C'era una volta. Anzi, un Volta. C'era proprio lui, Alessandro Volta, volteggiante voluttuoso alla volta di Parigi. Correva l'anno 1789, e il fisico italiano si trovava ad EuroDisney per il suo viaggio di laurea. Purtroppo scelse un brutto momento per andare in Francia, come testimonia la conversazione avvenuta con Topolino all'ingresso dell'attrazione dello Space Mountain, proprio mentre stava scoppiando la rivolta: 

Volta: "Ehi, Topolino! Ma che minchia è sto bordello là fuori?"

Topolino: "E' la Rivoluzione Francese, beota! L'ha appena detto Minoli!"

Volta: "Ah, ecco. E perchè la Rivoluzione? Contro cosa protestate voi francesi ricchioni?"


Già, contro cosa protestavano i Francesi? Contro l'olezzo invadente e insopportabile dei formaggi maleodoranti dei produttori locali? Contro la globalizzazione e le multinazionali? Contro i blog inutili e demenziali? Contro lo sporco più ostinato e le macchie? Niente di tutto ciò.

Lasciamo, per il momento, Alessandro Volta in quel di DisneyLand Resort Paris, e spostiamoci al centro di Parigi, in mezzo al volgo. La gente protestava sempre più animosamente, e la violenza giunse fin nelle strade, dove si appiccavano incendi e si organizzavano sit-in sotto la guida di un leader, un uomo di riferimento: Robespierre (nella foto, raffigurato con il volto del Conte Uguccione, del quale -si narra- ebbe le stesse fattezze).

In piazza si udivano urla e cori da stadio, mentre striscioni e bandiere sventolavano copiose, come testimonia il noto dipinto di Delacroix.

In segno di protesta, inoltre, ciascun francese smantellò dal proprio bagno il bidè, scagliandolo dalla Tour Eiffel, punto più alto della città. Ancora oggi, per tradizione, i francesi sono rimasti senza senza bidè nei loro bagni (e ciò è curioso, dal momento che essi stessi ne furono gli inventori).

Da revisioni storiche approvate quasi all'unanimità dagli studiosi, si tende a meglio definire oggi Robespierre, più che leader carismatico, come indiscusso capo-ultras nelle file del Paris Saint-Germain. E mentre il popolo inneggiava a gran voce "A morte la regina!", ecco che il quadro comincia a divenire via via sempre più chiaro... e ciò ci riconduce alla domanda principale: contro cosa protestavano i francesi? E' presto detto:


I FRANCESI PROTESTAVANO CONTRO LA REGGINA!!

Secondo gli annali, la Reggina quell'anno vinse la finale di Champion League contro il PSG proprio a Parigi. La furia dei francesi fu indomabile. Sotto il comando di Robespierre i giocatori della Reggina furono decapitati uno per uno in pubblica piazza mediante Ghigliottina. Alessandro Volta assistette a tutto ciò e, coinvolto dall'entusiasmo, si unì ai partigiani. La protesta si diffuse, però in tutto il Paese, con rivolte locali. Famosa è rimasta la celeberrima PRESA DELLA BASTIGLIA, in cui fondamentale fu il supporto di Alessandro Volta, massimo esperto di elettricità dell'epoca.

I segni di quella Rivoluzione furono indelebili. Tutta la Francia cambiò volto e ovunque sventolava il tricolore, accompagnato dal celeberrimo triplice motto nazionalistico che ancor oggi distingue i francesi come popolo unito e orgoglioso: Liberté, Egalité, Trezeguet.

Tornato in Italia, Alessandro Volta fece tesoro dell'esperienza francese, e ispirandosi alla ghigliottina realizzò un'invenzione unica che gli permise di aprire il primo casinò del mondo: il sabot (il cui meccanismo di funzionamento è del tutto analogo alla ghigliottina). Nel suo Casinò fece circolare banconote con la propria effige, dal valore di 10.000 lire.

Tuttavia, furono proprio le ultime vicende, ossia i fatti di Marsiglia, quelle che maggiormente influenzarono il genio di Volta, facendo di lui  il personaggio che oggi tutti conosciamo. A Marsiglia il noto fisico italiano conobbe, infatti,  l'uso del sapone di Marsiglia, che gli permise di creare l'invenzione del secolo per il quale il mondo intero, scientifico e non, gli è e gli sarà sempre debitore. Signori, stiamo parlando dell'invenzione della PILA.

postato da: Puffomynkja alle ore 22/06/2007 17:20 | link | commenti (47)
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domenica, 27 maggio 2007

35. Gioca Puffer

Ebbene, l'estate è ormai alle porte! Poteva il vostro insostituibile Puffomynkja lasciarvi senza un tormentone musicale estivo da ballare in spiaggia, a bordo piscina o in discoteca?? Ovviamente no! Ed ecco a voi, il Gioca Puffer !!

(clicca e ascolta la super hit GIOCA PUFFER! )

Ecco i passi di danza:
"Catarro! Cimurro! Sputa col naso! Diarrea! Scorregge ascellari! Forfora! Bagascia! Rigurgito! Sgozzare! Pestare la merda! Banana! Sta cippa! Bidè! Va scassac'aaa minchia! Va scassac'aaaa minchia! Super frocio!"

 - GRANDE CONCORSO!! -

Puffomynkja vuole premiare la tua creatività (e soprattutto il tuo coraggio)! Mandatemi i vostri filmati per realizzare il videoclip di Gioca Puffer! Il più bello verrà pubblicato su queste pagine, e al vincitore del concorso verrà intitolato questo mausoleo (anzi, "mousoleo") in segno di elogio! Dai, cosa aspetti?! GIOCA PUFFER!!

postato da: Puffomynkja alle ore 27/05/2007 12:48 | link | commenti (47)
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